Oblivion Show per la canzone italiana
ROMA, 21 aprile 2011 – Giocano con la canzone italiana nello spettacolo Oblivion Show, in scena all’Ambra Jovinelli dal 26 al 30 aprile, i cinque cantattori bolognesi, chiamati Oblivion: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli. Diretti da Gioele Dix, si avvalgono dei testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda, del disegno luci di Raffaele Perin e delle musiche di Lorenzo Scuda.
Gli Oblivion provengono da esperienze realmente differenti: c’è un mimo-sputafuoco, un’urlatrice emiliana, un musicista medievale, un norcino umbro, una ballerina di tip tap. Dopo essersi conosciuti tanti anni fa all’Accademia di Musical di Bologna, scoprendo di essere accomunati dal medesimo bagaglio sia nella formazione sia in una parte rilevante della loro carriera individuale: sono stati protagonisti, infatti, di importanti produzioni nazionali come Tutti insieme appassionatamente, Grease, Rent, Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in Technicolor, Company, Jesus Christ Superstar, Jekyll and Hyde.
Bolognesi soltanto d'adozione, hanno poi costruito sotto la scaltra e rigorosa guida di Gioele Dix, uno spettacolo che coinvolge il pubblico e lo travolge con velocità delle gag, arguzia delle citazioni e dei riferimenti musicali o letterari, nonché con sensazionale tecnica vocale e precisione scenica.
Gli Oblivion riescono a confrontare e mescolare cultura alta e popolare, giustapponendo addirittura la tradizione musicale dagli anni Venti di Rodolfo De Angelis e Vasco Rossi. Parallelamente, richiamano stuoli di giovanissimi che vedono i loro video su You Tube, ma anche molti sessantenni che riconoscono con affetto i richiami alla musica leggera del tempo che fu, rivisitata e celebrata nello stile del grande avanspettacolo italiano del secolo scorso.
Gli Oblivion utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro e un corretto omaggio ai grandi del passato, senza rinunciare a un delicato sberleffo ai meno glorificati, in cui si raggiunge un prezioso equilibrio tra citazione e creatività, tra umorismo e commozione.
Il senso del tempo, non solo musicale, entra nella natura stessa di questo show, permettendo le esilaranti connessioni musicali degli Esercizi di Stile dove vengono creati per la prima volta legami tra il Papa e Zucchero Fornaciari, Eros Ramazzotti e i Tenores di Bitti, Marco Masini e il Quartetto Cetra.
E se la velocità è ormai richiesta da Internet, ecco l'applauditissima sintesi dei Promessi Sposi in dieci minuti (oltre 1 milione di visualizzazioni su You Tube, a cui puoi aggiungerti subito cliccando qui) che costituisce un micro musical con Renzo, Lucia e tutti i personaggi manzoniani pronti ad animarsi sulle note dei Beatles, di Umberto Tozzi, Mina, Marco Masini, Modugno, Vecchioni e Morandi, Vasco Rossi e Ivan Graziani, Baglioni e Ornella Vanoni e tanti altri.
Anche le tragedie di Shakespeare vengono riassunte in otto minuti in un surreale contesto da “Porta a Porta” che ci racconta molto di più sull'Italia di oggi di quanto non faccia sulla Danimarca di Amleto.
C’è anche la fissità dell'orologio della Stazione di Bologna, “...sempre fermo sulle 10 e 25...”, un pezzo (visibile cliccando qui) che strappa sempre un applauso commosso, non solo dalle platee emiliane, a dimostrazione del fatto che il loro nome, Oblivion, ovvero il dimenticare, vuole avere un significato quanto meno ironico.
Il lavoro artistico degli Oblivion intende proprio mirare a questo: insegnare a non dimenticare.
“È un piacere dirigere gli Oblivion, cinque solisti che amano il gioco di squadra” ha dichiarato il loro attuale regista Gioele Dix.
“Sono tutti ottimi cantanti, solidi sul piano tecnico e musicalmente versatili. Il loro repertorio spazia dal classico al pop, passano con disinvoltura dal canto gregoriano al rap, sono melodici e jazz. Ed è proprio il gusto per la contaminazione, unito all’innata vocazione per il palcoscenico, a renderli speciali. Hanno senso del comico e sanno mettersi in gioco anche come attori e attrici senza eccesso di pudore, pur non rinunciando al rigore richiesto dalle partiture. Il loro spettacolo è ricco di parodie, di riletture ironiche e di invenzioni drammaturgiche e musicali di straordinario impatto. Abbiamo lavorato insieme sui contenuti, sulle geometrie della scena e soprattutto sul ritmo. Una faticosa e felice avventura per la quale è valsa la pena spendersi senza risparmio”.
Oblivion Show
Dal 26 al 30 aprile 2011
TEATRO AMBRA JOVINELLI
Piazza Guglielmo Pepe, 43/47 – 00185 Roma
Biglietti: da € 30 – a € 10 (ridotto scuola di galleria)
Info: 06 83082620, www.ambrajovinelli.org
Tiberia de Matteis






